Briony ha sempre considerato Abel una sorta di principe azzurro un po’ sbruffone che, quasi per magia, le compare davanti ogni volta che ha bisogno di essere salvata.
{Una volta era così}
<< Briony, grazie a Merlino >>
L’aveva abbracciata forte quella sera, ritrovandola seduta fuori da un locale nel cuore di Darwin.
Alcuni ragazzi l’aveva invitata ad uscire con loro e Briony era troppo ingenua per riconoscere i pericoli.
Per riconoscere chi voleva solo divertirsi alle sue spalle.
<< Stai bene? >>
Le aveva accarezzato i capelli e Briony aveva pensato che sarebbe arrivata in punto di morte pur di sentire ancora quel tocco dolce.
<< Ora sì >>
Abel l’aveva stretta nuovamente al petto, cercando di calmarsi, di scacciare la paura della consapevolezza che avrebbe anche potuto non trovarla mai.
<< Hai avuto paura, bella? >>
<< No >> aveva risposto Briony, stringendosi di più al suo petto.
<< Sapevo che tu mi avresti trovata. Ovunque fossi stata. Qualsiasi cosa mi fosse capitata. Tu saresti venuto da me a rimettere tutto a posto >>
Abel non aveva detto null’altro.
Lui non le rivolge la parola, a scuola. Quasi che lei sia imbarazzante. Quasi che non voglia far capire agli altri di conoscerla. Quasi che si vergogni di quel sangue che condividono. Briony spinge lontano da sé il piatto che Ethan le ha riempito di ogni bendiddio e incrocia le braccia al petto, con fare imbronciato.
<< Si può sapere perché cazzo lo fai, eh? >>
Briony aveva sgranato gli occhioni davanti all’improvviso urlo di suo fratello.
<< Perché non mangi mai un cazzo, mh? Vuoi vedere quanto tempo si può sopravvivere senza cibo? Ti stai allenando per l’apocalisse? >>
<< Abel, smettila >> l’aveva rimproverato loro madre, nel tentativo di difendere Briony. Non si rendeva conto che per lei erano molto più utili le offese di Abel che la loro indifferenza. Il loro far finta che non ci fosse niente per cui urlare, per cui arrabbiarsi. Per cui prenderla a schiaffi nel tentativo di farla reagire.
{Che andasse tutto bene}
<< Col cazzo che la smetto, mamma. Guardatela, non mangia niente >>
<< Fallo tu >> la sua voce era stata come un sibilo
<< Co-come? >>
<< Fallo tu. Guardami tu. E forse non sentirò il bisogno di svenire in qualche vicolo sperduto nella periferia di Darwin, di star male per ore solo per godermi il momento in cui tu verrai a riprendermi >> aveva parlato in un sussurro, fissando il piatto ancora pieno.
<< Come? >> Abel non aveva voluto capire.
Lei non aveva ripetuto.
Ethan le arriva alle spalle e scruta con aria severa il suo piatto ancora pieno. Sembra un professore davanti al compito in classe di un alunno che non ha studiato. Fa per aprire bocca, ma Briony si alza e lo guarda. Lui la richiude. Annuisce piano. “Ti va di fare due passi?” le domanda. Briony acconsente.
Abel e Claire erano piccoli e pallidi, e bellissimi. Erano diventati la coppietta d’oro della Charles Darwin Elementary School quando si erano messi insieme.
Briony era felice per suo fratello.
Poi Claire era ingrassata. Era diventata una balena. Abel l’aveva lasciata.
Se Briony avesse chiesto al fratello il motivo di questa rottura, lui le avrebbe detto che Claire gli aveva preferito Dave Sanders. Ma Briony non glielo aveva chiesto.
E aveva deciso che non sarebbe mai stata grassa.
E Abel non l’avrebbe mai lasciata.
“Il porridge era particolarmente buono, sai?” le dice Ethan mentre escono insieme nei giardini. Ethan è sempre così gentile con lei. Troppo, forse. Briony lo sa che Ethan potrebbe aiutarla, ma non è lui che lei vuole per riportarla in superficie. E soffre per questo, perché vorrebbe riuscire a volergli più bene di quanto gliene voglia. “Ne sono convinta” gli dice con un sorriso mesto.
<< Briony, porca troia! >> esclama Abel correndo a sorreggerla. Lei gli sviene tra le braccia, troppo debole per poter stare in piedi sotto il sole Australiano.
<< Briony, cazzo! >> impreca ancora Abel, e la porta dentro casa. Lei lo guarda come in sogno aggirarsi agitato intorno a lei. Si passa continuamente una mano tra i capelli sudati e sembra proprio l’eroe delle favole della sua infanzia. Le sta accanto tutta sera, poi si addormenta sul letto. Sfinito, gli occhi umidi.
Lei si alza e gli si avvicina.
<< Vedi? Ho ragione a non preoccuparmi di nulla. Tu ci sei sempre a salvarmi >> gli dice e sa che lui non può sentirla.
Si china e gli sfiora le labbra con le sue.
E pensa che se la felicità ha un sapore, deve per forza essere quello.
Briony lo sa che quello che prova per suo fratello è sbagliato. Ma non riesce a farci niente. Tutto ciò che vuole è che lui la guardi. E si odia, per quello che è e per quello che fa, quando si rende conto che Abel non la guarda mai, nemmeno quando le parla. E se la guarda comunque non la vede.
{ Non ti guarderà mai. Anche se sarai magra -anche se sarai la più magra di tutte- lui non ti guarderà comunque}
<< Mamma, cosa succede? >> aveva sentito del trambusto ed era scesa nel salotto.
<< Oh, Briony. Zia Heles e zio Pavel stanno cercando August, ed è arrivata anche Helèn ad aiutarci>> la Signora Matthews era agitata, e andò ad abbracciare la figlia. Non la vedeva da tutto il pomeriggio: Briony si era chiusa in camera sua dopo che i cugini si erano rifiutati di farla giocare a nascondino con loro.
<< Conoscendolo si sarà nascosto in una buca del deserto e starà gongolando perché nessuno riesce a trovarlo >> aveva detto Briony, e sua madre l’aveva stretta più forte, volendo un gran bene a lei e alla sua ingenuità disarmante, che rendeva tutto più bello.
<< Sì, sarà così >> erano uscite insieme ad aiutare gli zii nella ricerca del bambino.
Nessuna delle due donne aveva visto Abel sogghignare dietro al suo grande romanzo. Si stava chiedendo se August era a suo agio, chiuso dall’esterno nella cisterna dell’acqua.
Ethan la riaccompagna in Sala Grande e lei gli promette di mangiare. Si risiede davanti al piatto pieno e lo osserva. Una smorfia sul viso.
{Se ingrasserà Abel non la guarderà. Se ingrasserà tutti la vedranno e lei non sarà più invisibile.Tutti vedranno quanto fa schifo}
Un gufo atterra al suo fianco e le lascia cadere un biglietto. Briony sente un colpo al cuore e lo scarta.
<< Mangia >>
<< Come? >> Abel aveva alzato gli occhi e aggrottato le sopracciglia.
<< Mi è arrivato un biglietto con scritto ‘mangia’ >>
<< Mi fa molto piacere >>
<< Sei stato tu? >> aveva domando lei speranzosa. Aveva mangiato tutte le sardine che Ethan le aveva messo nel piatto, dopo aver ricevuto quel biglietto. Perché Abel si preoccupava per lei e lei avrebbe mangiato se lui voleva che lei stesse bene. {Se non l’avesse lasciata nemmeno se fosse stata grassa}
<< Ma ti pare?! >> Abel sapeva essere davvero cattivo quando scoppiava in quella risata derisoria. Briony era corsa in bagno a vomitare tutto.
Si volta rapida, il biglietto stretto tra le mani. Al tavolo di Corvonero Abel sta baciando una ragazza, e con le mani libere si imburra una fetta di pane. Non sta guardando lei, non sta cercando di cogliere sul viso della sorella le reazioni al biglietto che {non} le ha mandato. Il volto di Briony si fa più scuro, lei torna a voltarsi delusa verso il proprio piatto. Ma poi lo nota. Ethan, qualche posto sulla destra di Abel, si gira verso l’amico. Quasi che l’avesse chiamato, e non solo guardato, Abel lascia libere le labbra di Jules e si volta a ricambiare lo sguardo. Ethan gli sorride e sembra dirgli ‘grazie’.
{ Grazie per aver aiutato la mia migliore amica}
Abel sembra dirgli prego, e accenna un’occhiata verso il tavolo di Tassorosso. Non dura che un attimo. Ma c'è.
Briony affonda la forchetta nella frittata di zucchine e se ne porta un grosso pezzo alle labbra.
{Sorride}

